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GLOWGlobal Observatory on Violence Against Women

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In nome del popolo italiano, ecco il quadro normativo a difesa delle donne

Rispettare le donne è un dovere

Il quadro normativo italiano a tutela delle donne affonda le sue radici nella Costituzione del 1948, che con l’articolo 3 stabilisce la pari dignità sociale e l’eguaglianza formale e sostanziale senza distinzione di sesso, mentre con l’articolo 37 garantisce alla donna lavoratrice gli stessi diritti e la stessa retribuzione del lavoratore, tutelandone l’essenziale funzione familiare. Su questo solido fondamento si è sviluppata una legislazione ordinaria sempre più incisiva, strutturata su due grandi direttrici: il contrasto alla violenza di genere e la promozione dell’equità nei contesti lavorativi e sociali.

Sul fronte del diritto penale e della tutela della persona, la Legge n. 119 del 2013, nota come legge sul femminicidio, ha segnato un passaggio chiave introducendo severi inasprimenti di pena. Tra questi spicca l’applicazione dell’ergastolo per l’omicidio volontario quando commesso contro il coniuge, il convivente o il partner di una relazione affettiva, anche se cessata (articolo 577 c.p.). A completamento di questo quadro, la Legge n. 4 del 2018 ha previsto specifiche tutele economiche, legali e psicologiche per i figli rimasti orfani a causa di crimini domestici, sancendo l’incompatibilità dell’autore del reato con l’asse ereditario e la pensione di reversibilità.

L’efficacia della risposta statale ha conosciuto un’ulteriore accelerazione procedurale con l’introduzione del Codice Rosso (Legge n. 69 del 2019) e il suo successivo rafforzamento (Legge n. 168 del 2023). Questa normativa garantisce una via preferenziale per la trattazione delle denunce, imponendo alla polizia giudiziaria di riferire immediatamente al pubblico ministero e vincolando la Magistratura a tempistiche serrate. Il Codice Rosso ha tipizzato reati specifici come il revenge porn (articolo 612-ter c.p.), la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni al volto, la costrizione al matrimonio e la violazione dei provvedimenti di allontanamento. Allo stesso tempo, la riforma del 2023 ha potenziato le misure di prevenzione primaria, estendendo l’uso del braccialetto elettronico, fissando una distanza minima di avvicinamento alla vittima non inferiore a 500 metri e ampliando la portata dell’Ammonimento del Questore per arginare i comportamenti spia prima che degenerino.

Sul versante economico e sociale, l’attuazione del principio costituzionale della parità trova la sua massima espressione nel Codice delle Pari Opportunità (Decreto Legislativo n. 198 del 2006). A questo si affianca la Legge n. 162 del 2021, pensata per contrastare il divario retributivo di genere attraverso l’obbligo di trasparenza aziendale e l’introduzione della Certificazione della Parità di Genere, che concede vantaggi contributivi ed edili alle imprese virtuose. A tutela della maternità e della genitorialità, il Decreto Legislativo n. 151 del 2001 assicura l’astensione obbligatoria dal lavoro indennizzata e sancisce il divieto assoluto di licenziamento fino al compimento del primo anno di età del bambino, integrato dalla Legge Golfo-Mosca che ha garantito un’adeguata rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate e pubbliche. A presidio dell’accesso alla giustizia, lo Stato assicura infine alle vittime di violenza sessuale, stalking e maltrattamenti il gratuito patrocinio legale a prescindere dal reddito, affiancato dal servizio di prima assistenza e orientamento attivo h24 tramite il numero verde 1522.